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Il governo ha confermato la chiusura delle scuole e degli atenei di tutta Italia fino al 15 marzo 2020.

A partire da domani e fino al 15 marzo le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse. A comunicarlo il Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina.

Il presidente del Consiglio Conte ha riferito: "Attendevamo il parere dell'Istituto superiore della Sanità".




L’amministrazione comunale a seguito di accertamenti sulle strutture ha verificato alcune irregolarità ed ha disposto una ordinanza dirigenziale del responsabile Amministrativo del SUAP in data 27 febbraio 2020 che prevede la sospensione delle attività della comunità alloggio per anziani. Il comando dei Carabinieri NAS di Palermo, a seguito di un sopralluogo effettuato lo scorso 21 febbraio presso la Comunità alloggio per anziani ha chiesto l’emissione del provvedimento di divieto di prosecuzione attività delle due strutture ricettive per anziani abusivamente attivate, comunicando altresì che sono state riscontrate alcune difformità ed inconvenienti. Tra questi non è stata ancora effettuata l’iscrizione all’Albo Comunale per le strutture socio - assistenziali prevista dalla L.R. 22/86. Le due comunità sono costituite da due appartamenti con due distinte porte di accesso ed occupanti l’intero piano. Inoltre i due appartamenti sono resi comunicanti tra loro da un’apertura interna ricavata nel muro di confine della grandezza di una porta. Inoltre il locale cucina della comunità lato sinistro è stato dismesso e ne è stata modificata la destinazione d’uso. Per le due strutture sono state presentate al S.U.A.P. di Bagheria due distinte S.C.I.A., ovvero l’inizio di attività certificata una per ogni comunità alloggio. Successivamente anche il Dipartimento di Prevenzione U.O. dell’ASP in data 25 febbraio, ha effettuato un sopralluogo presso le due strutture con la presenza di ospiti in assenza di iscrizione all’albo comunale oltre agli inconvenienti già segnalati dal Comando NAS di Palermo. I funzionari hanno pertanto proposto l’emissione di un provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività delle strutture ricettive per anziani fino all’ottenimento della iscrizione all’albo comunale. Per tutelare l’assistenza degli anziani ospitati nella struttura, si è pure richiesto ai proprietari che entro 15 giorni venga trovata una idonea sistemazione per tutti coloro che attualmente sono presenti nelle due strutture. La sospensione delle attività è stata disposta, con effetto immediato dalla data di notifica del provvedimento, dell’attività di Comunità alloggio per anziani esercitata in entrambe le unità abitative condotta in difetto dei requisiti, fino alla regolarizzazione delle pratiche in questione, che comunque dovrà avvenire entro novanta giorni dalla notifica del provvedimento, trascorsi infruttuosi i quali si procederà all’interruzione delle attività. Ci sono anche risvolti penali relativamente all’inottemperanza del provvedimento. Contro l’ordinanza del Comune i proprietari potranno presentare ricorso entro 60 giorni dalla data di notifica della stessa al Tribunale Amministrativo Regionale ovvero ricorso straordinario entro 120 giorni dalla data di notifica al Presidente della Regione. Il provvedimento è stato notificato al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, all’Asp, al Commissario, alla Compagnia Carabinieri e alla Tenenza della Guardia di Finanza. Il comando dei Carabinieri NAS di Palermo, a seguito di un sopralluogo effettuato lo scorso 21 febbraio presso la Comunità alloggio per anziani ha chiesto l’emissione del provvedimento di divieto di prosecuzione attività delle due strutture ricettive per anziani abusivamente attivate, comunicando altresì che sono state riscontrate alcune difformità ed inconvenienti. Tra questi non è stata ancora effettuata l’iscrizione all’Albo Comunale per le strutture socio - assistenziali prevista dalla L.R. 22/86. Le due comunità sono costituite da due appartamenti con due distinte porte di accesso ed occupanti l’intero piano. Inoltre i due appartamenti sono resi comunicanti tra loro da un’apertura interna ricavata nel muro di confine della grandezza di una porta. Inoltre il locale cucina della comunità lato sinistro è stato dismesso e ne è stata modificata la destinazione d’uso. Per le due strutture sono state presentate al S.U.A.P. di Bagheria due distinte S.C.I.A., ovvero l’inizio di attività certificata una per ogni comunità alloggio. Successivamente anche il Dipartimento di Prevenzione U.O. dell’ASP in data 25 febbraio, ha effettuato un sopralluogo presso le due strutture con la presenza di ospiti in assenza di iscrizione all’albo comunale oltre agli inconvenienti già segnalati dal Comando NAS di Palermo. I funzionari hanno pertanto proposto l’emissione di un provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività delle strutture ricettive per anziani fino all’ottenimento della iscrizione all’albo comunale. Per tutelare l’assistenza degli anziani ospitati nella struttura, si è pure richiesto ai proprietari che entro 15 giorni venga trovata una idonea sistemazione per tutti coloro che attualmente sono presenti nelle due strutture. La sospensione delle attività è stata disposta, con effetto immediato dalla data di notifica del provvedimento, dell’attività di Comunità alloggio per anziani esercitata in entrambe le unità abitative condotta in difetto dei requisiti, fino alla regolarizzazione delle pratiche in questione, che comunque dovrà avvenire entro novanta giorni dalla notifica del provvedimento, trascorsi infruttuosi i quali si procederà all’interruzione delle attività. Ci sono anche risvolti penali relativamente all’inottemperanza del provvedimento. Contro l’ordinanza del Comune i proprietari potranno presentare ricorso entro 60 giorni dalla data di notifica della stessa al Tribunale Amministrativo Regionale ovvero ricorso straordinario entro 120 giorni dalla data di notifica al Presidente della Regione. Il provvedimento è stato notificato al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, all’Asp, al Commissario, alla Compagnia Carabinieri e alla Tenenza della Guardia di Finanza.



Oltre un centinaio di attività commerciali hanno chiuso i battenti negli ultimi due anni nei due corsi principali della città, ovvero corso Umberto I e corso Butera, dove si concentrano la maggior parte dei negozi. Un dato che certifica la crisi del settore a Bagheria, dove operano più di 8.000 esercenti dei vari settori merceologici, in massima parte dell’abbigliamento e delle calzature. “La crisi del settore va ricercata nel sistema impositivo delle tasse, sempre più alte che ci sta mettendo in ginocchio – afferma il presidente della Confcommercio cittadina Italo Fragale che vanta 176 associati – come pure la tassazione comunale per il pagamento dell’Imu e della Tari che i commercianti non riescono a pagare. Queste difficoltà le subiscono non soltanto i commercianti che operano nei due corsi principali che rappresentano i punti strategici del commercio in città, ma anche tutti gli altri”. Sempre secondo l’analisi del presidente Fragale hanno grandi responsabilità, coloro che vogliono intraprendere le attività commerciali senza interpellare gli esperti del settore ed in particolare chi fa marketing a Bagheria. “Chi vuole aprire un esercizio commerciale – aggiunge il presidente Fragale – deve sapere a cosa va incontro. Mediamente chi si affaccia a questa attività, senza le dovute cautele, ha una vita breve che varia dai 4 ai 5 anni, fino a quando cioè può sostenere le spese vive del pagamento delle utenze dell’energia elettrica, della telefonia e degli stupendi al personale. Attualmente più dell’85 per cento non possono pagare le tasse e questo non lo dico io ma è un dato camerale che preoccupa. Stiamo lavorando con l’amministrazione comunale per la Tari per chi fa raccolta carta e cartone e ottenere sgravio fiscale”. Uno dei fattori più determinanti della crisi sono gli affitti onerosi dei locali dove svolgere l’attività. Mediamente per 50 metri chiedono anche 2.000 euro. “Avevo in affitto un locale di poche decine di metri quadrati in corso Umberto I – dichiara il ristoratore Sam Buttitta – e nonostante pagassi già una cifre ragguardevole, mi hanno chiesto l’aumento dell’affitto. Ho preferito pertanto ripiegare su una strada adiacente dove ho riammodernato i locali e presso il Centro Levante dove c’è la possibilità di avere locali più ampi e spazi esterni anche per i bambini”. Anche la concorrenza dei cinesi ha fatto si che i prezzi degli affitti sono lievitati. “Con l’avvento dei cinesi che ci fanno concorrenza – dice ancora Fragale – l’amministrazione comunale deve fare uno studio a partire dal fatto che hanno canali preferenziali e possono permettersi qualsiasi cifra andando fuori mercato”. Sulla stessa lunghezza d’onda di chi deve tutelare i commercianti anche il presidente del Centro commerciale naturale “Umberto Gallery”. “La nostra città sta vivendo in maniera particolare la crisi – dichiara Luca Scalisi – siamo gli ultimi dal punto di vista culturale, sociale ed economico. Serve l’aiuto di tutti ed è urgente sederci attorno ad un tavolo permanente, compresi i proprietari degli immobili a cui lanciamo un allarme perché abbassino i prezzi degli affitti e alle banche che non ci carichino di costi eccessivi con l’avvento della moneta elettronica”. Infine il responsabile di Legambiente “Bagheria e dintorni” Luigi Tanghetti suggerisce: “Bisogna rendere il centro vivibile e accogliente – dice – rivedendo anche tutta la politica del rifiuto attuale promuovendo il verde”. (Nella foto Pig, il Centro Levante)


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