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BAGHERIA - Il Comando di Polizia Municipale la prossima settimana sarà trasferito nei locali confiscati alla mafia di via Papa Giovanni XXIII. Lo ha disposto l’amministrazione comunale in quanto i locali del Comando di Polizia Municipale, ubicati a Palazzo Busetta, in via Federico II, non sono sufficienti e presentano notevole problematiche sia strutturali, a causa della presenza di umidità nei solai, sia logistiche dovute alla mancanza di parcheggi dei mezzi in dotazione. Tutto ciò in un’ottica di miglioramento dei servizi che prevedono pure il trasferimento degli uffici del sindaco che non sono stati ritenuti adeguati alle esigenze degli operatori e del pubblico che giornalmente usufruisce dei servizi offerti attuando una diversa distribuzione degli uffici cui attualmente sono destinati e gli uffici dell’Amb, la società partecipata che si occupa del servizio di raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani. “Per noi è importante la questione della sicurezza – dichiara il sindaco Filippo Tripoli – ecco perché il Comando della Polizia municipale da via Federico II, viene spostato in una sede più idonea, ovvero quella dell’attuale Amb in via Papa Giovanni XXIII”. Gli uffici dell’Amb a sua volta andranno trasferiti nei locali confiscai alla mafia di via Massimo d’Azeglio che sorgono a pochi passi da via Papa Giovanni XXIII che prima d’ora erano destinati al Centro antiracket. Il corpo dei Vigili urbani, ormai da anni, soffre della carenza di personale. In atto sono meno della metà quelli in servizio e di questi 6 vigili sono esonerati dal servizio esterno, 2 sono part-time e appena 20 i vigili idonei. A loro si aggiungono 15 operatori ausiliari part time che non sono dotati delle divise, mentre anche i mezzi sono carenti. Contestualmente con determina del Responsabile del Servizio 4 - Tecnico manutentivo, il geometra Tommaso Sciortino ha provveduto all’affidamento del servizio di trasloco degli uffici del Sindaco, del Comando di Polizia Municipale e degli uffici AMB con ricorso alle procedure in economia con affidamento diretto alla ditta “Spadafora Rosario” con sede a Bagheria per una spesa che ammonta a 10.000 euro, oltre I.V.A. per 2.200 euro per complessive 12.200 euro.

(Nella foto Pig, vigili in corso Umberto)



Il consultorio tarderebbe a trasferirsi perché non si trovano le chiavi dell’immobile, confiscato alla mafia ed assegnato al Comune, dopo il passaggio di consegne della precedente amministrazione con quella attuale. L’incongruenza è stata sollevata da Rosa La Camera, leader del Comitato delle utenti del Consultorio di Bagheria che da anni si batte per i diritti delle donne a Bagheria e non solo. “Da parte di un ex amministratore ho ricevuto un messaggio privato – afferma La Camera –con il quale mi comunica che l’Asp non riesce a fare i lavori di adattamento dei locali concessi dalla vostra amministrazione perché non si trovano più le chiavi. Il Comitato delle utenti aspetta da tre mesi che vengano consegnati i locali per il consultorio, ma ancora non è partito nulla, prima di fare scoppiare la protesta ci stiamo attivando noi, per constatare cosa sta succedendo. Mi chiedo se si tratta di disorganizzazione, incompetenza, leggerezza, superficialità, è un male incurabile o un dolore passeggero?”. L'ex assessore alle Politiche sociali Maria Puleo ha chiarito che lei le chiavi non le ha mai avute e che queste erano ancora in possesso di chi in quel momento occupava i locali, e che dunque le chiavi devono essere state consegnate, dopo il trasloco di questi, agli uffici competenti e dell'attuale Amministrazione. “Io non ho mai avuto chiavi dell'immobile in cui dovrebbe andare il Consultorio familiare di Bagheria – chiarisce Maria Puleo – e quando noi abbiamo terminato il mandato i locali si stavano liberando. Abbiamo avviato in tempi record (vista l'assegnazione al Comune del bene confiscato a dicembre), una collaborazione con l'Asp che ha portato alla sigla di una Convenzione nei mesi scorsi. I cittadini si rivolgano all'attuale Amministrazione Comunale in merito a tempi, problemi tecnici e risoluzione di essi. Spero che un Servizio così importante ed urgente per la Comunità Bagherese e per il comprensorio trovi presto la sua realizzazione, non rendendo vano l’impegno di due Amministrazioni Pubbliche che hanno lavorato in sinergia nell'esclusivo interesse del territorio”. informato della “querelle”, l’attuale assessore alle “Politiche Sociali, giovanili e Famiglia Emanuele Tornatore, che all’indomani del suo insediamento ha avviato i primi contatti con i vertici dell’Asp assicura un pronto interessamento. “Sto verificando la questione perché voglio capire – dichiara Tornatore – attualmente l’immobile risulta assegnato all’Asp e pertanto mi metterò in contatto con il direttore del distretto Gaetano Cimò per risolvere al più presto la questione”. Anche Rosa La Camera auspica di avere la collaborazione necessaria e disporre del consultorio nei nuovi locali al più presto”.



A causa del mancato l’allaccio dell’immobile alla cabina elettrica e nonostante i lavori di ristrutturazione dei locali sono terminati, da oltre due mesi, il Pte, il Punto Territoriale di Emergenza del Distretto sanitario n. 39, non può trasferirsi nei locali confiscati alla mafia di via Giorgi Capitano. “I lavori sono stati completati lo scorso 20 marzo – si legge in una nota dell’Asp – e stiamo cercando di risolvere un problema legato al collegamento dalla cabina elettrica alla struttura. Il problema è dovuto all’utilizzo di una servitù esistente che in atto risulta inaccessibile”. Sembra che il proprietario si sia reso irreperibile e pertanto non è stato possibile fino ad ora di effettuare il collegamento con la cabina elettrica. Pare comunque che i condomini dello stabile non vedano di buon grado il trasferimento del presidio sanitario nella zona che comporterà un certo “movimento” di autoambulanze e cittadini che inevitabilmente frequenteranno il presidio sanitario sia di giorno, sia di notte. A tal proposito nessuno dei condomini ammette le responsabilità per non inimicarsi la città, ma l’insofferenza verso il trasferimento ormai imminente del nuovo presidio esiste eccome. I lavori nell’immobile eseguiti dalla ditta appaltatrice, la “R.T.I. G.C. costruzioni S.r.l.” (mandataria), “Arcieri costruzioni Antonino & C. Sas” (mandante) di Mussomeli, dovevano essere consegnati alla città, entro lo scorso mese di dicembre ed invece a causa di ulteriori interventi volti al miglioramento della struttura si sono protratti fino a marzo, termine rispettato dall’Asl, ma risultato inefficace per i problemi condominiali già descritti. L’immobile confiscato alla mafia era stato messo a disposizione dal Comune lo scorso anno, in comodato gratuito all’Asl di Palermo che ha finanziato le opere edili. Per la realizzazione del nuovo Pte, l’Asp ha stanziato la somma di 519.000 euro, di cui 300.000 per lavori di ristrutturazione ed adeguamento dei locali che hanno una estensione di 350 metri quadrati. Secondo il progetto, a piano terra del Presidio troveranno ubicazione, oltre al Pte, anche il Servizio di continuità assistenziale (ex Guardia Medica), la postazione medicalizzata del 118 ed il centro vaccinazioni. Il progetto è stato redatto dall’architetto Giuseppe Armato e dall’architetto Francesco Malizia, mentre il direttore dei lavori è il geometra Giuseppe Dolce e il coordinatore per la sicurezza l’architetto Francesco Capizzi. Da tempo sia gli operatori sanitari, sia la cittadinanza chiedevano locali più idonei per ospitare pazienti in cerca di cure mediche. Ma soprattutto garanzie per la sicurezza, considerato che specie il Presidio territoriale di emergenza, (l’ex Pronto soccorso ndr), viene frequentato da ubriachi, tossicodipendenti e male intenzionati che minacciano il personale sanitario. L’ultimo episodio risale all’inizio della settimana allorquando è stato aggredito un medico del presidio sanitario. Il nuovo Pte permetterà inoltre, un risparmio per i cittadini grazie al taglio dei fitti passivi e rappresenterà un concreto punto di riferimento per l’intero comprensorio. Del distretto 39 fanno parte infatti oltre Bagheria, come capofila gli altri comuni di Altavilla Milicia, Ficarazzi, Casteldaccia e Santa Flavia per un totale di oltre 100.000 abitanti. Problemi anche per quanto concerne invece il Polo dell’infanzia e dell’adolescenza distrettuale, ospitato pure in un bene confiscato di via Dante, dove tarda il trasferimento del Consultorio. Anche in questo caso ci sarebbero problemi dovuti ai locali non sufficienti ad ospitare la struttura ed altro ancora. “Siamo in cinque e non ci sono spazi sufficienti – afferma lo psicologo del Consultorio Giuseppe Fricano – e poi vista la zona molto frequentata, non sarebbe garantita una adeguata privacy alle donne”.


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