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Riunitosi il consiglio comunale, presenti solamente i consiglieri a sostegno della maggioranza, la delibera di dissesto finanziario viene ritirata prima di essere messa in votazione. Approvata solamente la presa d'atto riguardante le partecipate comunali e l'inizio dei lavori con fondi esterni riguardanti la scalinata del castello Giardina. Sulla delibera di fallimento finanziario. La decisione è maturata sul momento nella mattinata di ieri quando, per bocca del sindaco, si è appreso della sentenza 4 del 2020 della corte costituzionale in merito ai conti del comune di Napoli, riguardante l'attribuzione dei fondi dello stato per la ripiana del disavanzo. Decisione questa che mette ulteriormente il comune a rischio scopertura economica, ma assunta nel pieno delle facoltà e delle prerogative politico-amministrative. Si registra infatti che la volontà delle maggioranze rimane quella di avere una responsabilità personale nella vicenda disavanzo comunale.

Vediamo infatti cosa dice la sentenza citata velocemente dall'amministrazione in sede di comunicazione che ha portato al ritiro momentaneo dell'atto.

La vicenda riguarda il ricorso presentato dalla Corte dei Conti della Campania nei confronti di alcune acrobazie contabili del bilancio comunale partenopeo.

In sintesi: "Utilizzare anticipazione di liquidità dello Stato o di altri enti, come Cassa Depositi e Prestiti, per coprire disavanzi nascosti dal comune o comunque per liberare risorse per fare altre spese è illegittimo". Tecnicamente quindi la Corte Costituzionale dichiara "costituzionalmente illegittimi gli articoli 25 del decreto legge n.78 del 2015 e 1 comma 814 della legge 205 del 2017, per contrasto con gli articoli 81,97, primo comma, e 119 sesto comma, della Costituzione.

Senza entrare nei tecnicismi, si è ribadito nella sentenza il divieto di utilizzare le anticipazioni di liquidità per modificare il risultato contabile di amministrazione e quindi per assicurare forme di copertura giuridica alla spesa.

Ponendosi la domanda se queste nuove dalla Corte costituzionale salvano dal fallimento il comune di Ficarazzi, la risposta è no, anzi se possibile peggiorano la situazione di crisi delle casse comunali. Adesso aggravate da un ulteriore ostacolo alla ripiana del debito accumulato negli anni dalle amministrazioni susseguitesi da 20 anni questa parte e peggiorate sensibilmente negli ultimi.

Quindi solamente un time out per rifare i conti in senso peggiorativo sulla delibera di fallimento, non certo un salva condotti. Si passa al conteggio analitico, prendendo un po di tempo in vista dell'atto che metterà la pietra tombale sulle economie comunali ficarazzesi. 



Era nell'aria da tempo. Il comune di Ficarazzi con oltre 9.9 milioni di euro in debiti non riesce più a coprire le spese. 

Convocato il consiglio comunale in data 30 gennaio 2019 per la dichiarazione del dissesto finanziario. Adesso la palla passerà prima alla Corte dei conti per accertare le responsabilità sulla crisi delle casse comunali e poi al commissario. Arrivati alla piena attuazione dell'armonizzazione contabile i nodi quindi sono venuti al pettine. Dall'ultima delibera di consiglio comunale approvata in data 23 dicembre 2019 la numero 78. Viene apportato dal consiglio il bilancio di rendiconto 2018, con un grave ritardo rispetto a quanto previsto per legge a cui si aggiungono gli anni correnti del 2019 e del 2020 per cui non si ha ancora una stima complessiva della condizione debitoria. Entro il 2017 infatti l'amministrazione politica infatti avrebbe dovuto eliminare debiti per poco più di 4 milioni, ma invece i residui proprio dopo l'insediamento post amministrative iniziano a salire fino ad arrivare per il 2018 a quasi 10 milioni. Condizione che non potrà essere ripianata in nessun caso durante il mandato elettivo attuale. Vi riportiamo fra le altre la tabella dei residui accertati, all'01/01/2019, cresciuto esponenzialmente ogni anno ,riguardante il capitolo rifiuti. 2014 - 2.381.845 € 2015 - 2.969.871 € 2016 - 3.656.789 € 2017 - 4.687.624 € 2018 - 5.947.021 € Inoltre accertata un sostenibilità patrimoniale del disavanzo economico in numero negativi di -207,89%. Tutti debiti che dovranno pagare i ficarazzesi con le loro tasse, che quindi dopo il fallimento si spera vedranno un piano di rientro e stabilizzazione finanziaria, a quanto sembra dalle carte ancora molto lontano.



E' quanto si legge dalla relazione annuale della ragioneria generale, approvata per la prima volta dalla giunta pochi giorni fa. Una vera e propria presa d'atto per una situazione ormai nell'aria da almeno due anni. Dati quantomeno allarmanti, non soltanto già per la corte dei conti, che in ogni occasione di spesa non manca di ricordarlo con note ormai continue. Ma anche per la cittadinanza. Si sono registrati in questi anni amenti di costo per la voce tasse comunali. Irpef e Tari su tutte. L'ente a seguito del riaccertamento straordinario avrebbe dovuto ripianare un disavanzo pari a 4.307.565 milioni di euro, ma nel corso del 2018 tale disavanzo lievita fino ad arrivare a più del doppio previsto, chiudendo con un disavanzo di 9.912.517 milioni di euro.

Si legge nella stessa delibera che i debiti fuori bilancio già per l'anno 2018 ammontavano a 1.337.418 euro. Senza considerare l'attuale situazione patrimoniale riguardante il 2019.

Ed ancora, detto disavanzo di debiti attivi a seguito del riaccertamento avrebbe dovuto essere contenuto entro la cifra di 2.889.308 milioni di euro. pertanto viene a generarsi, per la differenza fra il disavanzo reale di quasi 10 milioni e la cifra massima consentita di poco meno di 3 milioni, un disavanzo di 7.023.208 milioni di euro che non potrà essere ripianato in nessun modo dal comune nel triennio successivo.

Una mazzata vera e propria per i conti del comune dove si non approvano ufficialmente bilanci. Fra poco andrà in scadenza il 2019.


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