top of page

Ficarazzi - Atto approvato con le opposizioni, mancanza dei numeri in consiglio per l'approvazione dell'atto. All'appello mancano infatti i consiglieri Elena Cicala, Stefano Morici e Anna Maria Morici.

Assenti invece nell'opposizione i consiglieri Piero Domino, Giuseppe Cannizaro e Vincenzo Lo Cascio.

Nei fatti la delibera di dissesto finanziario viene approvata con l'appoggio dei consiglieri Pino D'alba e Rosanna Cascio.

Nella dichiarazione di voto dei due consiglieri si legge fra le altre cose dell'assenza certificata dalla corte dei conti di accantonamenti per contenziosi, società partecipate, altri fondi, l'assenza di corretta contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità e il mancato recupero evasione tributaria oltre che incapacità nella riscossione delle entrate proprio dell'ente.

Anche se sembrerebbe che senza l'apporto dei consiglieri presenti la decadenza dell'organo consiliare sarebbe stata immediata data l'impossibilità dell'amministrazione di non riuscire a garantire i numeri per l'approvazione di un atto non revocabile tanto meno procrastinabile.

C'è da dire che sulla situazione economica de comune nessuno dei presenti nell'assise  esente da colpe con l'attuale sindaco ex vice dell'attuale capo dell'opposizione Cannizzaro con cambiamenti di fronte da ambo le parti durante gli anni in cui questa situazione di crisi economica per il comune è maturata.


Ficarazzi - Convocato il consiglio comunale alle ore 21:00 con unico punto all’ordine del giorno l’approvazione del dissesto economico del comune.

Dopo un tira e molla iniziato nel 2019 con le lettere della corte dei conti che ammonivano l’amministrazione di essere in situazione economica non più sostenibile. Passando per la mancata approvazione dei bilanci triennali di previsione, con l’ultimo atto arrivato in consecutiva all’anno sentenza della corte costituzionale sulle spese fatte utilizzando le entrate per accantonamenti per ripianare il debito dell’ente locale.

Lunedì sera l’atto di fallimento economico mette la parola fine alle economie del comune di Ficarazzi.

Da maredì la palla passa al commissario ed ai conseguenti pignoramenti per rientrare dai disallineamenti del bilancio. Oltre che alla procura della corte dei conti per accertare responsabilità in capo a consiglieri comunali, assessori e sindaco per un eventuale incandidabilità.

Se venissero infatti accertate colpe per la politica locale sarebbero dolori, con pene che potrebbero arrivare fino a dieci anni di interdizione dalle campagne elettorali oltre che il rischio di eventuali responsabilità personali.

Resta certo che prima della politica a pagare il fallimento del comune saranno le persone che abitano Ficarazzi, con l’azzeramento dei servizi, pagamenti a singhiozzo, ricontrattualizzaizone delle fatture arretrate e tasse al massimo per molto tempo.


Riunitosi il consiglio comunale, presenti solamente i consiglieri a sostegno della maggioranza, la delibera di dissesto finanziario viene ritirata prima di essere messa in votazione. Approvata solamente la presa d'atto riguardante le partecipate comunali e l'inizio dei lavori con fondi esterni riguardanti la scalinata del castello Giardina. Sulla delibera di fallimento finanziario. La decisione è maturata sul momento nella mattinata di ieri quando, per bocca del sindaco, si è appreso della sentenza 4 del 2020 della corte costituzionale in merito ai conti del comune di Napoli, riguardante l'attribuzione dei fondi dello stato per la ripiana del disavanzo. Decisione questa che mette ulteriormente il comune a rischio scopertura economica, ma assunta nel pieno delle facoltà e delle prerogative politico-amministrative. Si registra infatti che la volontà delle maggioranze rimane quella di avere una responsabilità personale nella vicenda disavanzo comunale.

Vediamo infatti cosa dice la sentenza citata velocemente dall'amministrazione in sede di comunicazione che ha portato al ritiro momentaneo dell'atto.

La vicenda riguarda il ricorso presentato dalla Corte dei Conti della Campania nei confronti di alcune acrobazie contabili del bilancio comunale partenopeo.

In sintesi: "Utilizzare anticipazione di liquidità dello Stato o di altri enti, come Cassa Depositi e Prestiti, per coprire disavanzi nascosti dal comune o comunque per liberare risorse per fare altre spese è illegittimo". Tecnicamente quindi la Corte Costituzionale dichiara "costituzionalmente illegittimi gli articoli 25 del decreto legge n.78 del 2015 e 1 comma 814 della legge 205 del 2017, per contrasto con gli articoli 81,97, primo comma, e 119 sesto comma, della Costituzione.

Senza entrare nei tecnicismi, si è ribadito nella sentenza il divieto di utilizzare le anticipazioni di liquidità per modificare il risultato contabile di amministrazione e quindi per assicurare forme di copertura giuridica alla spesa.

Ponendosi la domanda se queste nuove dalla Corte costituzionale salvano dal fallimento il comune di Ficarazzi, la risposta è no, anzi se possibile peggiorano la situazione di crisi delle casse comunali. Adesso aggravate da un ulteriore ostacolo alla ripiana del debito accumulato negli anni dalle amministrazioni susseguitesi da 20 anni questa parte e peggiorate sensibilmente negli ultimi.

Quindi solamente un time out per rifare i conti in senso peggiorativo sulla delibera di fallimento, non certo un salva condotti. Si passa al conteggio analitico, prendendo un po di tempo in vista dell'atto che metterà la pietra tombale sulle economie comunali ficarazzesi. 


bottom of page