top of page

Ficarazzi - Convocato il consiglio comunale alle ore 21:00 con unico punto all’ordine del giorno l’approvazione del dissesto economico del comune.

Dopo un tira e molla iniziato nel 2019 con le lettere della corte dei conti che ammonivano l’amministrazione di essere in situazione economica non più sostenibile. Passando per la mancata approvazione dei bilanci triennali di previsione, con l’ultimo atto arrivato in consecutiva all’anno sentenza della corte costituzionale sulle spese fatte utilizzando le entrate per accantonamenti per ripianare il debito dell’ente locale.

Lunedì sera l’atto di fallimento economico mette la parola fine alle economie del comune di Ficarazzi.

Da maredì la palla passa al commissario ed ai conseguenti pignoramenti per rientrare dai disallineamenti del bilancio. Oltre che alla procura della corte dei conti per accertare responsabilità in capo a consiglieri comunali, assessori e sindaco per un eventuale incandidabilità.

Se venissero infatti accertate colpe per la politica locale sarebbero dolori, con pene che potrebbero arrivare fino a dieci anni di interdizione dalle campagne elettorali oltre che il rischio di eventuali responsabilità personali.

Resta certo che prima della politica a pagare il fallimento del comune saranno le persone che abitano Ficarazzi, con l’azzeramento dei servizi, pagamenti a singhiozzo, ricontrattualizzaizone delle fatture arretrate e tasse al massimo per molto tempo.



Gli operatori ecologici dipendenti della Roma Costruzioni che curano la raccolta dei rifiuti a Ficarazzi, incroceranno le braccia lunedì e martedì prossimi. Lo sciopero proclamato segue quello dello scorso 27 gennaio che a quanto pare non ha avuto nessun esito. I lavoratori non hanno ricevuto risposte certe circa la corresponsione degli stipendi arretrati e certezze sul futuro lavorativo ecco il motivo di questa ennesima protesta. Facile immaginare che saranno giorni difficili per la situazione igienico sanitaria in paese e nelle isole ecologiche che non saranno smaltite. «Sarà attivo il servizio minimo previsto dalla legge sugli scioperi – si legge in un comunicato stampa della Roma Costruzioni – e l’arretrato sarà recuperato nei giorni successivi secondo il normale piano di ritiro». Nell’ultimo anno gli operatori ecologici hanno ricevuto gli stipendi sempre con notevoli ritardi e, oggi, sono in attesa della corresponsione di tre mesi e metà della tredicesima mensilità. «Lo scorso 30 gennaio la società ha corrisposto il pagamento del saldo della tredicesima 2019 nonché un piccolo acconto sulla mensilità di dicembre 2019 – afferma in una nota inviata a tutti i collaboratori del cantiere di Ficarazzi, il geometra Giuseppe Romano – e ci scusiamo per il ritardo. Siamo certi della vostra collaborazione».

La situazione difficile delle casse comunali non permette il pagamento delle fatture all’azienda appaltatrice del servizio e, questa situazione, si riversa sugli stipendi che la ditta non riesce a garantire. «L’azienda ha corrisposto ai lavoratori la mensilità di gennaio – dichiara il sindaco Paolo Francesco Martorana – ritengo pertanto questo sciopero inutile. Tra l’altro i lavoratori che si asterranno dal lavoro dovranno poi pagare le trattenute per le giornate di astensione dal lavoro. Pertanto rischiano di subire oltre al danno la beffa, creando un disservizio e alimentando un disinteresse verso la collettività che così perde fiducia e si sente legittimata a non pagare la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti. Ricordo ancora una volta che il servizio deve essere coperto esclusivamente con questa tassa che se non si paga blocca l’intero sistema». Intanto si rincorrono sempre più le notizie sull’eventuale dissesto che dovrà dichiarare il Consiglio Comunale dopo che la Giunta ha certificato un deficit strutturale, con oltre un milione di debiti fuori bilancio ed un disavanzo cresciuto di sei milioni in un anno. Il Consiglio comunale ha ha rinviato il punto all’ordine del giorno sulla dichiarazione di dissesto al prossimo mese di marzo. Un termine entro il quale gli uffici finanziari dovranno applicare una Sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato le norme in materia di contenzioso. L’intervento della Consulta sulla incostituzionalità di alcune norme statali che regolamentavano i prestiti di liquidità agli enti in difficoltà potrebbe far alzare il disavanzo del Comune di Ficarazzi. Gli uffici avranno trenta giorni per effettuare i nuovi calcoli e presentarli al prossimo consiglio comunale che voterà il dissesto.


 
 
 

Riunitosi il consiglio comunale, presenti solamente i consiglieri a sostegno della maggioranza, la delibera di dissesto finanziario viene ritirata prima di essere messa in votazione. Approvata solamente la presa d'atto riguardante le partecipate comunali e l'inizio dei lavori con fondi esterni riguardanti la scalinata del castello Giardina. Sulla delibera di fallimento finanziario. La decisione è maturata sul momento nella mattinata di ieri quando, per bocca del sindaco, si è appreso della sentenza 4 del 2020 della corte costituzionale in merito ai conti del comune di Napoli, riguardante l'attribuzione dei fondi dello stato per la ripiana del disavanzo. Decisione questa che mette ulteriormente il comune a rischio scopertura economica, ma assunta nel pieno delle facoltà e delle prerogative politico-amministrative. Si registra infatti che la volontà delle maggioranze rimane quella di avere una responsabilità personale nella vicenda disavanzo comunale.

Vediamo infatti cosa dice la sentenza citata velocemente dall'amministrazione in sede di comunicazione che ha portato al ritiro momentaneo dell'atto.

La vicenda riguarda il ricorso presentato dalla Corte dei Conti della Campania nei confronti di alcune acrobazie contabili del bilancio comunale partenopeo.

In sintesi: "Utilizzare anticipazione di liquidità dello Stato o di altri enti, come Cassa Depositi e Prestiti, per coprire disavanzi nascosti dal comune o comunque per liberare risorse per fare altre spese è illegittimo". Tecnicamente quindi la Corte Costituzionale dichiara "costituzionalmente illegittimi gli articoli 25 del decreto legge n.78 del 2015 e 1 comma 814 della legge 205 del 2017, per contrasto con gli articoli 81,97, primo comma, e 119 sesto comma, della Costituzione.

Senza entrare nei tecnicismi, si è ribadito nella sentenza il divieto di utilizzare le anticipazioni di liquidità per modificare il risultato contabile di amministrazione e quindi per assicurare forme di copertura giuridica alla spesa.

Ponendosi la domanda se queste nuove dalla Corte costituzionale salvano dal fallimento il comune di Ficarazzi, la risposta è no, anzi se possibile peggiorano la situazione di crisi delle casse comunali. Adesso aggravate da un ulteriore ostacolo alla ripiana del debito accumulato negli anni dalle amministrazioni susseguitesi da 20 anni questa parte e peggiorate sensibilmente negli ultimi.

Quindi solamente un time out per rifare i conti in senso peggiorativo sulla delibera di fallimento, non certo un salva condotti. Si passa al conteggio analitico, prendendo un po di tempo in vista dell'atto che metterà la pietra tombale sulle economie comunali ficarazzesi. 


bottom of page