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L'associazione La Nuova Panormo e la Compagnia teatrale Araldo del Vespro, annunciano che giorno 22 Luglio, alle ore 17.30 presso il Museo dell'Acciuga di Aspra (Strada Comunale Cotogni, 1 - Aspra), si terranno i #casting per ruoli importanti nell'opera teatrale "Orlando e Rinaldo: da pupi a realtà" del regista Giuseppe Bongiorno. I candidati, ambosessi, dovranno avere un’età compresa tra 20-40 anni. Per partecipare al casting è richiesto un monologo tratto da film fantasy o storico cavalleresco, e un brano in dialetto siciliano. Per candidarsi inviare e-mail a: araldodelvespro@gmail.com specificando in oggetto “Candidatura casting”, allegando curriculum artistico e foto, entro e non oltre il 20 Luglio 2019. Per maggiori informazioni contattare la mail di cui sopra o chiamare il numero 389 2996221 (Giuseppe Bongiorno).




Il ritorno degli eroi, un tema ricorrente ancora in grado di suscitare forti emozioni nel pubblico di ogni età, prenderà forma al Teatro Don Bosco Ranchibile di Palermo, dove verrà messo in scena: “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”, nelle giornate del 3 e del 4 maggio 2019, alle ore 21:00, con la regia di Giuseppe Bongiorno. Lo spettacolo, organizzato dall’Associazione La Nuova Panormo e dalla Compagnia Teatrale Araldo del Vespro, propone l’interpretazione della celebre Opera dei Pupi Siciliani, con attori in carne ed ossa.

La trama è incentrata sulla rivalità tra i due paladini più valorosi di Francia: il prode Orlando (interpretato dall’attore e mentalista bagherese Paolo Tinnirello), ligio al dovere e l’irruento Rinaldo (impersonato dall’attore palermitano Davide Bongiorno), amici ed alleati in guerra contro i saraceni, ma divisi in una lotta incessante, per conquistare l’amore della principessa Angelica (interpretata da Maria Grazia Trombino). In una cornice narrativa, degna di un vero e proprio fantasy che nulla ha da invidiare alla saga de “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, si assisterà così ad un “incantesimo”, con il quale il pubblico verrà catapultato nel mondo fatato dei famosi paladini di Francia, alla Corte dell'Imperatore Carlo Magno (interpretato dall’attore palermitano Roberto Romano), dove tra demoni, stregoni, draghi ed altre creature fantastiche, i due cugini affronteranno battaglie di ogni sorta per mostrare il proprio valore ed arrivare al premio tanto ambito: il cuore della bellissima principessa Angelica (interpretata da Maria Grazia Trombino).

L’innovazione artistica dello spettacolo intende coniugare tradizione e modernità, mantenendo quindi intatta la storia originale della classica Opera dei Pupi, ma presentandola in una nuova veste per conquistare il pubblico, soprattutto quello più giovane, per farlo avvicinare alle antiche tradizioni siciliane. Lo spettacolo “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”, si presenta in una versione originale, mai vista prima d’ora e che si differenzia anche dalla versione simile, ideata dal compianto Franco Franchi, indimenticabile icona della comicità italiana. Nella forma ideata dall’artista palermitano, infatti, l’impronta comica era ampiamente manifestata, dalla sua mimica facciale e gestuale, che imitava quasi alla perfezione le movenze dei Pupi Siciliani. La forma espressiva, scelta dalla Compagnia Teatrale Araldo del Vespro, invece, rimanendo fedele all’idea della “magia”, che trasforma i Pupi in esseri umani, prevede che le movenze degli attori devono essere del tutto naturali, cioè non più da pupi ma da persone reali.

Nello spettacolo, inoltre, gli attori si esprimeranno in Italiano (si intende effettuare lo spettacolo anche fuori della Sicilia), per farlo comprendere anche a chi non è siciliano, con il particolare accorgimento di inserire dove si rende necessario, delle battute in dialetto palermitano, in modo da offrire anche una sottile vena umoristica che difficilmente riuscirebbe ad ottenere l’effetto desiderato in lingua italiana.

Il progetto teatrale “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà” è stato concepito sulla scia dell’entusiasmo condiviso di una compagine prevalentemente giovanile come l’Associazione La Nuova Panormo, sorta nel 2006, la cui mission è orientata a riportare in auge le antiche tradizioni siciliane. La voglia di realizzare qualcosa di unico ed originale, in grado di rappresentare la Città di Palermo, con un simbolo identitario, in grado di trasmettere positività, è stato il fattore trainante dell’ideazione dello spettacolo; ad attribuire un valore aggiunto significativo, è stata invece la voglia di trasmettere un segnale di distacco da quel frequente accostamento tra Sicilia e illegalità, che reiterandosi nei soliti stereotipi, penalizza ogni voglia di riscatto e che in rare occasioni esce fuori dai soliti canoni imposti dalla mercificazione televisiva, dove si ama “giocare” con i soliti luoghi comuni.

La forte creatività dei fratelli Giuseppe e Davide Bongiorno, ha così dato origine all’idea della trasformazione “magica” del pupo siciliano a persona reale, un’idea nuova, che necessitava tuttavia dell’ingrediente fondamentale per un buon successo: l’esperienza. La soluzione è stata offerta dal contributo notevole dato dal Mastro Puparo Salvatore Bumbello, che ha svolto una parte fondamentale nella sceneggiatura dello spettacolo, rivelandosi così un valido punto di riferimento per il cast artistico e tecnico. Per testimoniare la stima riconosciuta nei confronti del Mastro Puparo Salvatore Bumbello, la Compagnia Teatrale Araldo del Vespro, ha deciso di dedicargli l'inizio e la conclusione della stessa rappresentazione teatrale.

Durante il periodo di preparazione della rappresentazione teatrale, durato più di due anni, la lavorazione operata dall’Associazione La Nuova Panormo e dalla Compagnia Teatrale Araldo del Vespro, si è occupata di curare ogni aspetto, per presentare uno spettacolo che ambisce al successo sperato.

I fratelli Bongiorno attivi nel mondo dei cosplay, hanno realizzato le armature dei paladini in lattice, gomma ed ecopelle, anziché in metallo, materiale troppo pesante che riduce la performance dei “paladini”, lasciando così piena libertà di movimento e leggerezza agli attori che li interpretano con movenze umane; in modo da rendere meglio l’idea della trasformazione “magica” dal pupo alla realtà. Giuseppe Bongiorno, in particolare, grazie alle tecniche lavorative apprese negli ultimi anni, che vanno dalla costumistica alla scenografia, fino alla riproduzione di effetti speciali di vario genere, si è occupato, anche degli effetti delle scene di combattimento.

Per gestire la parte sartoriale, la sarta costumista Laura Inzerillo, ha dovuto compiere una ricerca molto approfondita dei colori che distinguono i vari paladini e l’araldica presente in ogni armatura. Altri personaggi, hanno richiesto una maggiore attenzione, dei costumi da utilizzare, come ad esempio Angelica, sempre raffigurata come una donna indiana che indossa abiti rosati, mentre in realtà è cinese, quindi non volendo stravolgere la tradizione palermitana, per lei è stata mantenuta una linea “indiana” nell'abbigliamento, ma reinterpretandola in chiave moderna, giocando con colori più cupi e la foggia dei decori che richiamano le texture cinesi.

Il make-up artist Michele Costagliola, invece, si è occupato del trucco, riuscendo a trovare un accordo tra l'istanza tradizionale della raffigurazione canonica dell’opera dei pupi ed il tocco più creativo e fantasioso consentito dalla raffigurazione teatrale. Si è così ottenuto un make-up più aderente alla tradizione (come nel caso di Bradamante) ed un altro più artistico per quei personaggi che consentivano di superare la canonica rappresentazione (come per il Mago Malagigi o Angelica). Per Malagigi (interpretato dall’attore e scrittore bagherese Roberto Ardizzone) si è pensato ad un trucco cinematografico che sfruttasse anche l'uso di effetti speciali e che rimandasse all'idea del vecchio saggio; per Angelica, invece, uno studio stilistico che unisse lo stile cinese con quello indiano, grazie all'uso dei colori tipici delle culture dei due paesi orientali.

Per permettere, inoltre, un maggior coinvolgimento dello spettatore, che si troverà in spazi ben più grandi dei classici teatrini dell'Opera dei Pupi, particolare rilevanza verrà data anche all'accompagnamento musicale, interamente ricreato dall'associazione, sempre in accordo col binomio innovazione e tradizione, grazie alla bravura del compositore palermitano Andrea Gioè, autore del brano chiave “Ri Pupi a realtà”, che in circa quattro minuti racchiude il cuore pulsante dello spettacolo “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”. “Ri Pupi a Realtà” è un “viaggio” tra il folk Siciliano Contemporaneo, cantato in dialetto Palermitano ed è anche il sogno realizzato di Andrea Gioè di poter portare in teatro le proprie canzoni. Andrea Gioè ha firmato tutte le musiche dello spettacolo “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”, riuscendo così a “trasformare” in note amore, rivalità, tradimenti, pazzia e tutti gli altri elementi che fanno da cornice a quello che vorrebbe imporsi come un gentile manifesto di Nuova Sicilianità, rompendone ogni canone standard.

Si tratta quindi di un progetto curato fin nei minimi particolari, dove la tradizione incontra la modernità, per fare rivivere un mito per la Sicilia: i pupi, gli eroi che tutti aspettano per entusiasmarsi ancora, per identificarsi nelle figure che incarnano degli ideali, una visione ricorrente sia nel pubblico più giovane, dove la curiosità raggiunge livelli molto alti, sia nel pubblico più anziano, che ama ripercorrere, con un pizzico di nostalgia, la propria infanzia.

In fondo, non c’è nulla di male a sognare, specialmente se è sinonimo di speranza e la speranza in questo caso è quella di ridare vita all’Opera dei Pupi, che rischia di scomparire, nonostante sia il primo bene immateriale italiano ad essere stato inserito dall’UNESCO, nella lista dei Patrimoni Orali ed Immateriali dell’Umanità, nel 2008.

Non bisogna dimenticare, soprattutto, l’importanza di tutelare, promuovere, valorizzare le nostre tradizioni storiche, per contrastare quel degrado pericoloso e penalizzante che emerge frequentemente, accomunando la nostra terra all’illegalità, un impegno ed uno sforzo comune da portare avanti, sempre, con tenacia e perseveranza.

Per assistere a questa “magia”, è sufficiente recarsi al Teatro Don Bosco Ranchibile, in Via Libertà 199 a Palermo, nelle giornate del 3 e del 4 maggio 2019, dove alle 21:00 verrà messo in scena: “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”.

Per informazioni sullo spettacolo e per la prevendita dei biglietti è possibile chiamare il numero: 3803645917 oppure inviare un’Email a araldodelvespro@gmail.com.



Bagheria - Si è svolta a Palazzo Butera alla Sala Borremans, nella giornata di martedì, 16 Aprile alle 17:30, la presentazione del Progetto Teatrale, intitolato: “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”. Tale progetto teatrale, propone l’interpretazione della celebre Opera dei Pupi Siciliani, da attori in carne ed ossa, una vera e propria innovazione artistica, dove si cerca di coniugare la tradizione, con la modernità.

L’iniziativa ha origine dalla volontà dell’Associazione Culturale La Nuova Panormo, che intende riportare in auge le antiche tradizioni siciliane e che attraverso la Compagnia Teatrale Araldo del Vespro, nata in seno a tale associazione, metterà in scena lo spettacolo “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”, al Teatro Don Bosco Ranchibile di Palermo, nelle giornate del 3 e del 4 maggio 2019.

Alla conferenza di presentazione di “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”, in rappresentanza dell’amministrazione Comunale, era presente il Consigliere Comunale Giusy Chiello, Presidente della Commissione Cultura al Comune di Bagheria, mentre Marina Mancini, Responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di Bagheria, si è occupata di svolgere il ruolo di moderatrice degli interventi, da parte dei relatori presenti: il regista Giuseppe Bongiorno, che attualmente ricopre la carica di Presidente dell’Associazione La Nuova Panormo, la Sarta Costumista Laura Inzerillo, l’attore palermitano Roberto Romano, che nello spettacolo interpreta il ruolo di Carlo Magno e gli attori bagheresi Matteo Volpe e Fabrizio La Monica, che interpretano rispettivamente la parte di Nofrio e Rodomonte d’Algeri. Giuseppe Bongiorno ha spiegato innanzitutto, come è nata l’idea della rappresentazione teatrale, dicendo che le motivazioni partivano dalla voglia di realizzare qualcosa di unico ed originale, in grado di rappresentare la Città di Palermo, con un simbolo identitario, in grado di trasmettere positività. Giuseppe, Bongiorno, inoltre, ha evidenziato che la rappresentazione teatrale si discosta, dalla versione ideata dal compianto comico Franco Franchi, nella quale l’attore imitava i movimenti del pupo, poiché in accordo con l’idea artistica, si intende realizzare una sorta di “magia”, facendo “trasformare” il pupo in un essere umano. Il giovane regista palermitano, inoltre, ha evidenziato che lo spettacolo intende lanciare

un segnale di distacco da quella visione, oramai troppo stereotipata, dove si accomuna la Sicilia all’illegalità, uscendo quindi fuori dai soliti canoni, imposti dalla mercificazione televisiva dove si ama “giocare” con i soliti luoghi comuni.

Un pensiero che ha trovato piena condivisione nell’intervento di Matteo Volpe, che riagganciandosi al tema, ha posto in evidenza una precisa scelta della sceneggiatura, secondo la quale è stata ridimensionata la figura di Nofrio, che in coppia con Virticchio, ha la funzione di introdurre al pubblico, l’inizio dello spettacolo. Si tratta, difatti, solitamente di due compari che impersonano le sembianze fisiche da “mafiosetti”, con tanto di coppola ecc, che si esprimono in dialetto. Nello spettacolo che andrà messo in scena al Ranchibile, invece, Nofrio si esprimerà in italiano con l’aria del saputello, del “convintone”, che cerca in tutti i modi di ingraziarsi il pubblico, senza tuttavia evitare di rendersi ridicolo.

“D’altronde alcune frasi tipiche del dialetto palermitano come ‘agneddu è sucu e finiu u vattiu’, difficilmente rendono bene, tradotte in italiano” - ha a sua volta aggiunto, Giuseppe Bongiorno, che ha posto in evidenza un punto cardine del progetto teatrale, secondo il quale è stato scelto di far recitare gli attori in italiano (l’intenzione è quella di effettuare lo spettacolo, anche fuori dalla Sicilia), con l’accorgimento di ricorrere al dialetto palermitano, laddove si rende necessario renderlo più leggero con l’arma dell’ironia. Una scelta che non intende assolutamente apparire come una prevaricazione negli altri dialetti dell’isola, ma che si basa sull’attribuzione del giusto valore al proprio lavoro, considerando che esistono due grandi scuole nel teatro dei pupi: quella palermitana e quella catanese; dato che il progetto

è nato a Palermo, è naturale che il dialetto usato deve essere quello palermitano e non il dialetto siciliano in genere, visto che quest ultimo somiglia molto di più al catanese nelle inflessioni. Anche il pupo catanese si differenza da quello palermitano, infatti, presenta gli arti fissi e le spade attaccate alle mani, mentre il pupo palermitano ha gli arti snodabili e le spade possono essere estratte e rinfoderate.

Infine, le due scuole hanno interpretazioni diverse delle gesta dei paladini, pertanto la scelta del dialetto palermitano è più che legittimata.

Laura Inzerillo, in qualità di sarta costumista ha descritto la preparazione dei costumi rievocanti l’atmosfera dell’epoca carolingia. Per gestire la parte sartoriale è stata necessaria una ricerca molto approfondita dei colori che distinguono i vari paladini e l’araldica presente in ogni armatura. Altri personaggi, hanno richiesto una maggiore attenzione, dei costumi da utilizzare, come ad esempio Angelica, sempre raffigurata come una donna orientale indiana dai colori rosati, mentre in realtà è figlia di un imperatore cinese, quindi non volendo stravolgere la tradizione palermitana, per lei è stata mantenuta una linea ‘indiana’ nell'abbigliamento, ma reinterpretandola in chiave moderna, giocando

con colori più cupi e la foggia dei decori che richiamano le texture cinesi. Laureatasi nel 2012

all’Accademia di Belle Arti di Palermo, al Corso di Moda, Laura Inzerillo da 3 anni è la direttrice creativa della propria azienda di abbigliamento: Sehnsucht, che spedisce capi di abbigliamento in tutto il mondo; da 10 anni è costumista presso vari teatri di Palermo, e da due anni collabora con diverse scuole di danza classica. Fabrizio La Monica ha parlato del suo personaggio Rodomonte d’Algeri, il comandante dell’esercito dei saraceni, dal fisico imponente, un ruolo interpretato con piacere dall’attore-regista, che ha “rivendicato” con orgoglio le proprie origini bagheresi e che si sente lieto di lavorare con altri bagheresi, presenti nel cast dello spettacolo, alcuni dei quali diretti da egli stesso, in altri lavori cinematografici.

Fabrizio La Monica, è tra i soci fondatori della Casa Cinematografica Indipendente “Kàlama Film”, con la quale ha diretto il lungometraggio “Vork and the beast”, primo dark fantasy girato in Sicilia, i cortometraggi: “Indaco”, in cui ha anche recitato da co-protagonista assieme a Roberto Ardizzone, “Piero uomo buono”, “Prufissù”, “Antimafia”, “Vecchio Cavaliere”. Il suo ultimo lavoro è la regia del lungometraggio: “Dio non ti Odia”.

Particolarmente toccante è stato l’intervento di Roberto Romano: “Un incontro nato per caso, una proposta teatrale ed una scommessa accettata, una fiducia ben riposta sia nel regista Giuseppe Buongiorno, che nel suo progetto. Un progetto nuovo, unico: l'imperatore Carlo Magno, dolce ma severo al momento giusto. È stato impegnativo ma allo stesso tempo emozionante, affrontare questa prova, una splendida sinergia tra tutti i miei compagni, che mi hanno supportato e sopportato nella realizzazione dello stesso e non per ultimo vorrei citare anche la bellezza dei costumi e delle musiche, particolari entrambi curati nei minimi particolari. Non vorrei aggiungere altro, ma vorrei lasciare soltanto al pubblico,

l’insindacabile giudizio, dopo la visione dello spettacolo. Grazie.”. Nell’anno scorso, Roberto Romano, ha partecipato, come figurante, nelle fiction TV ”Il cacciatore”, per la regia di Stefano Lodovichi e in “La mafia uccide solo d’estate 2”, per la regia di Luca Ribuoli; ancora sotto la direzione di Stefano Lodovichi, prende parte, nel 2018, a “Momenti di trascurabile felicità e infelicità”. Il suo ultimo lavoro è la partecipazione, da protagonista, al film “Dio non ti odia”. Nel pubblico erano presenti diversi membri del cast: Matteo Coffaro nella parte del paladino Astolfo, Giuseppe Pizzimenti, nel ruolo di Argalia, fratello di Angelica, Francesca Mennella, nella parte della paladina Carinda (figlia di Rinaldo), nonché Vice presidente e graphic designer dell’Associazione La Nuova Panormo, Davide Bongiorno che interpreta Rinaldo, l’attore e mentalista bagherese Paolo Tinnirello, che interpreta Orlando ed il bagherese Roberto Ardizzone, nel ruolo del Mago Malagigi.

Roberto Ardizzone su invito dal regista Giuseppe Bongiorno, è intervenuto alla conferenza,

declamando una poesia dedicata a Salvatore Bumbello, Mastro Puparo Palermitano, che ha fornito un contributo fondamentale alla sceneggiatura dello spettacolo, grazie alla sua esperienza. Roberto Ardizzone, amante della poesia dialettale siciliana è pensionato ex vigile del fuoco, ha partecipato a diverse produzioni cinematografiche della Kàlama Film ed è l’autore del libro “Peppe e Margherita”,

basata sulla storia dell’artista di strada palermitano Peppe Schiera.

La conferenza si è conclusa con una piacevole performance degli attori che interpretano i protagonisti principali Orlando e Rinaldo, allietando il pubblico presente, recitando un duello per conquistare Angelica, ma fermati e richiamati prontamente al loro dovere di soldati, dall’intervento di Roberto Romano-Carlo Magno, offrendo così un’anticipazione dello spettacolo “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”, la cui trama è proprio incentrata sulla rivalità tra i più forti paladini di Francia, amici ed alleati in guerra, ma rivali in amore. Fra l’entusiasmo suscitato dall’originalità del progetto teatrale, curato fin nei minimi particolari, si è fatto strada, l’auspicio largamente condiviso, dai presenti, che lo spettacolo possa effettuarsi anche a Bagheria. Alla fine della conferenza, i partecipanti sono stati invitati ad un rinfresco a base di specialità tipiche dello street food palermitano, offerte da Nino u’ballerino, Main Sponsor della rappresentazione teatrale.

“Non ci resta, quindi che augurare di cuore a tutta la Compagnia Araldo del Vespro, buona fortuna per lo spettacolo “Orlando&Rinaldo: da pupi a realtà”, per far rivivere ancora l’Opera dei Pupi, primo bene immateriale italiano ad essere stato inserito dall’UNESCO, nella lista dei Patrimoni Orali ed Immateriali dell’Umanità, nel 2008 (dopo una prima proclamazione avvenuta nel 2001). Una Città come Palermo e con essa la Sicilia intera, meritano sicuramente qualcosa di più e che vada oltre qualsiasi forma di riconoscimento, perché riscoprire, valorizzare e riappropriarsi delle proprie tradizioni storiche, del proprio patrimonio culturale, rappresenta una marcia in più per contrastare quel degrado pericoloso e penalizzante che emerge frequentemente, accomunando la nostra terra all’illegalità, un impegno ed uno sforzo comune da portare avanti, sempre, con tenacia e perseveranza.”


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