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La Comunità Slow Food dei panificatori dello sfincione bianco di Bagheria, in questo ultimo scorcio di campionato che vede il Palermo impegnato nel campionato di serie D, dopo la rifondazione, sarà presente allo Stadio "Renzo Barbera" di Palermo per promuovere il prodotto tipico,eletto dalla cittadinanza bagherese a pietanza di rappresentanza.

L'attività di promozione è iniziata con un esordio vincente, il Palermo, infatti, ha conseguito una vittoria con il risultato di 2-0 contro il Biancavilla, continuando la serie positiva che speriamo porterà la squadra del presidente Dario Mirri alla vittoria finale del campionanto e alla promozione in serie C.

La Comunità con il prodotto dei maestri panificatori, ha deliziato il palato degli ospiti della Tribuna VIP dello stadio Renzo Barbera. Massimo gradimento per un prodotto vincente che associa la sua immagine a quella del Palermo calcio.

Ad inaugurare questo corner è stato Mario Indovina, componente dell'esecutivo regionale di Slow Food.

"Una comunità Slow Food nata dalla passione e dalla professionalità dei componenti, attenta all'etica ed all'osservanza delle regole, ma soprattutto unita. La stessa eticità dei valori che accomuna l'Associazione Slow Food e la nuova società del Palermo calcio, rappresentata dal nuovo corso - così hanno dichiarato il responsabile della Sezione di Bagheria, Adalberto Catanzaro e al Portavoce della Comunità, Michele Balisteri - Queste le ragioni che ci hanno convinto nell'attività di promozione e di marketing dello sfincione, a proporre questo binomio".



Fedeli segnalati dai Parroci delle rispettive Parrocchie assisteranno gratuitamente alle partite casalinghe del Palermo allo stadio “Renzo Barbera” nel corso della stagione agonistica 2019/2020. Lo prevede un progetto illustrato stamani, dal presidente del Palermo calcio, Dario Mirri nel salone “Card. Luigi Lavitrano” della Curia Arcivescovile nel corso di un incontro promosso dal delegato, mons. Raffaele Mangano e dal direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, il diacono Pino Grasso. All’incontro hanno partecipato il vicario generale, mons. Giuseppe Oliveri, il direttore dell’Ufficio Insegnanti di Religione Cattolica, don Ninni Zito, il presidente della sezione di Palermo del Centro sportivo italiano, Maurizio Polizzi e numerosi parroci che seguono da anni le vicende della maggiore squadra cittadina.

“Il Palermo calcio non è solo un progetto sportivo ed imprenditoriale ma è soprattutto un progetto sociale ed etico per la nostra città – ha dichiarato il presidente Mirri – difatti nessuno può impedire ai nostri ragazzi di sognare e di appartenere alla propria terra. Ecco perchè il Palermo si basa su fondamenta quali trasparenza, orgoglio, autostima e autodeterminazione. Le parrocchie sono un esempio concreto e quotidiano di come si sviluppa una comunità in maniera spontanea, accanto a un sentimento condiviso e sulla base di valori positivi. In questo senso, con le dovute differenze, vogliamo fare in modo che la “fede” calcistica per la nostra squadra cresca secondo gli stessi ideali di fratellanza e condivisione”.

A fare da “train-d’union” tra la Curia e il Palermo calcio, mons. Raffaele Mangano il quale ha raccontato la sua passione per la squadra rosanero che risale agli anni Settanta. “Tifo da quando ero poco più di un ragazzo per i colori rosanero – ha dichiarato – in tanti anni ho vissuto i momenti belli e meno belli della storia della società di viale del Fante. Debbo riconoscere che quando il Palermo è stato promosso in serie A, dopo 32 anni ho pianto di gioia. Qualche domenica fa quando sono venuto allo stadio con l’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, è stato bello vedere 20.000 persone sugli spalti ad assistere ad una gara di serie D. Sono certo che insieme al Palermo calcio, attraverso lo sport possiamo fare una proposta diversa della Fede per creare il senso dell’appartenenza e veicolare i valori dello sport, dell’amicizia e dello stare insieme”.

Don Ninni Zito si è dichiarato il più anziano dei presbiteri tifosi e vanta anche una carriera arbitrale quando era giovane. “La prima volta che mi sono recato allo stadio è stato nel 1964 quando ha esordito con la maglia del Palermo Tanino Troia. Sono abbonato da tanti anni e continuerò a seguire le vicende della squadra rosanero. Anche grazie a questo progetto desidero coinvolgere le scuole tramite i nostri insegnanti di Religione”.

Mons. Oliveri pur non essendo un tifoso sfegatato plaude all’iniziativa. “Rimango ammirato e contagiato da tanto entusiasmo – ha detto – e ritengo questa idea di collaborazione tra la Curia e il Palermo calcio importante per il coinvolgimento del territorio in ordine allo sport e come veicolo di legalità e correttezza interpersonale al fine di stimolare chi può migliorare le strutture della città”.

L’accordo prevede che ad ogni partita casalinga della squadra rosanero, 25 fedeli ciascuno di due Parrocchie dell’Arcidiocesi di Palermo, segnalati preventivamente dai parroci, possano essere ospiti del Palermo calcio. I parroci una settimana prima della gara casalinga del Palermo, dovranno inviare all’Ufficio stampa dell’Arcidiocesi, una lista di 25 persone che avranno accesso dello stadio “Renzo Barbera”.

Alla prossima partita che il Palermo disputerà in casa contro il Corigliano, il prossimo 3 novembre 2019, saranno presenti i fedeli delle Parrocchie di Sant’Antonino a Termini Imerese, guidata da don Valerio De Gaetani e della parrocchia Sant’Antonino all’Arenella, guidata da don Francesco Di Pasquale.



«Sono sempre più meravigliato dalla forza di questa squadra». A dirlo è Alberto Azzimati, allenatore e coach mentale sportivo palermitano, che in passato ha lavorato per la dirigenza rosanero, che commenta così a caldo la vittoria del Palermo per 3 a 1 in casa contro il Marina di Ragusa.

«Sono molto fiducioso – continua azzimati – e la squadra sta giocando sempre meglio. Il Palermo sta cominciando a diventare sempre più squadra. Nella prossima partita, contro la FC Messina del mio amico Davide Morello, sarà disponibile anche Ferdinando Sforzini. Una gara tra due “nobili decadute”, che può comunque farci capire la reale forza del nostro Palermo».


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