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«Con l'insediamento di Nicola Zingaretti segretario nazionale del Pd, è venuto il momento di risolvere il caso Sicilia o, come preferisco chiamarla, la “Questione siciliana”, ancora grave». A dirlo è Antonio Ferrante, ex componente della segreteria regionale del Partito Democratico e coordinatore dei comitati per Matteo Richetti in Sicilia.

«In nome di un partito che ha uno statuto e delle regole – continua Ferrante – è arrivato il tempo di discutere i ricorsi presentati in occasione delle mancate primarie alla segreteria regionale, che alla fine hanno visto autoproclamarsi l’unico candidato rimasto. Un compito al quale, sono certo, la nuova Commissione di garanzia non si sottrarrà. È fondamentale, inoltre, che le decisioni arrivino in tempi congrui, per impedire, come già accaduto a Napoli, che arrivino ricorsi anche alla magistratura Civile, fatto che rappresenterebbe un brutto segnale all'inizio di una stagione nuova apertasi con milioni di votanti alle primarie». 

«Attendiamo con fiducia – continua ancora Ferrante - l'esito positivo rispetto al nostro ricorso e quindi la celebrazione di congressi veri, tanto sul Regionale quanto nelle Province, immediatamente dopo le Europee e anticipo, sin da subito, la mia candidatura come segretario regionale del Pd Siciliano».

«Ho deciso di metterci la faccia – conclude Ferrante - per rappresentare le tante storie che, sui territori, sono considerate credibili perché impegnate ogni giorno contro l'onda populista e le peggiori destre e che, purtroppo, tanto nella fase delle primarie quanto nell'elezione della direzione nazionale, non vedono ancora quel cambiamento in nome del quale migliaia di siciliani si sono recati ai gazebo lo scorso 3 Marzo. Con l'impegno di dare voce a tutti loro. Da oggi io e chi mi starà vicino agiremo per aprire finalmente una fase nuova anche per il Pd siciliano. Costi quel che costi».


 
 
 

Aggiornamento: 24 mar 2019


Bagheria - Non sono facilmente ipotizzabili gli scenari che si potrebbero spalancare a seguito dell’inchiesta della Procura di Termini Imerese per voto di scambio che ha coinvolto il candidato sindaco Filippo Tripoli che comunque si è dichiarato estraneo ai fatti. Innanzitutto occorrerà vedere se le liste che hanno annunciato il sostegno allo stesso Tripoli gli confermeranno la fiducia e se sorgeranno altre candidature come sembra di un sesto aspirante alla poltrona di primo cittadino a palazzo Ugdulena. Si tratta di Antonio Belvedere, architetto e insegnante di “Disegno e storia dell’arte” al liceo scientifico “Giuseppe D’Alessandro” è dottore di ricerca in storia dell’architettura e conservazione dei beni architettonici, ha svolto la sua attività professionale tra l’Italia e la Francia. “Rompo il silenzio che mi sono imposto da qualche settimana – dichiara – le gioiose macchine da guerra si preparano allo “scontro finale” secondo un copione già visto tante volte, soliti nomi, solite facce, “pacchetti” di voti che si spostano da una parte all’altra, nessuna novità di rilievo”. Per Belvedere, Bagheria gli appare in questi giorni sempre più isolata dal mondo: una realtà autoreferenziale, un piccolo mondo arcaico. “Col gruppo dei 100 – aggiunge – abbiamo immaginato una città diversa, aperta al mondo e pronta a imparare da quello che di buono accade in altre realtà, vicine e lontane. Ma questo sogno si è infranto prestissimo, come molti di voi hanno capito, di fronte ad una sorta di realpolitik della paura, che ha fissato come priorità assoluta la battaglia delle “forze democratiche” contro il “pericolo Lega”. Dopo la spaccatura verificatasi in seno al gruppo dei 100 e la rinuncia alla candidatura da parte di Emanuele Tornatore, Belvedere si interpella sul da fare. “Vorrei formare una lista con i nomi di tanti amici bravi e preparati, ma anche di tanti giovani, desiderosi di condividere con me una battaglia di civiltà: per “spacchettare” la città e chiamare i cittadini ad un voto finalmente un po’ più libero. Se questo si avverasse nei prossimi giorni, potrei tentare di candidarmi a Sindaco per mettere insieme una squadra che esprima il meglio di questa comunità con la quale poter dare il mio contributo di uomo libero”. Belvedere avrebbe la possibilità di avere il sostegno di una figura importante della politica e della cultura siciliana come Claudio Fava che presiede la commissione antimafia dell’Ars, rappresentando l’anima più autentica della lotta delle istituzioni contro il crimine organizzato. “Dai Cento Passi per la Sicilia ai “Cento passi per Bagheria e Aspra”, questo sostegno sarebbe per noi un grande onore”. Questi gli altri candidati: Romina Aiello M5s, Gino Di Stefano Lega, “Diventerà bellissima”, Udc, “L’Aquilone, idee in volo per Bagheria e Aspra”, “Cristiani in azione per Bagheria”, “Bagheria in… comune”, “Il partito della famiglia”, Forza Italia e “Bagheria popolare”, Filippo Tripoli “Si cambia”, “Movimento senza potere”, “Radici Future”, “Liberi e forti per Bagheria”, “Uniamo Bagheria”, “Bagheria avanti tutta” e “Mis”, Alessandra Iannì, “Movimentiamo Baaria” e “+Europa Bagheria” e Benedetto Pecoraro, “Insieme si può fare”. (Nella foto Pig, Antonio Belvedere)


 
 
 

BAGHERIA - L’assessore comunale alla Cultura Romina Aiello, 31 anni del Movimento 5 stelle, è il quinto candidato sindaco del Comune di Bagheria in vista delle elezioni amministrative del 28 aprile. Ieri mattina l’ufficializzazione della candidatura dopo approfondita riflessione all’interno del Movimento politico che fa capo a Beppe Grillo e per dare continuità amministrativa. “Ho accettato la candidatura – afferma – perché ritengo che bisogna dare continuità amministrativa a quanto fatto negli ultimi 5 anni. La candidatura è stata sofferta perché sappiamo cosa significa amministrare una città come Bagheria. Noi non propiniamo sogni. Ma i sogni si possono realizzare a volte con un impegno spropositato e con le condizioni giuste come è avvenuto 5 anni fa e vogliamo farlo anche adesso”. Nel Movimento 5 stelle bagherese, si era sviluppato un dibattito interno tra chi doveva essere il candidato se l’uscente Patrizio Cinque, il quale risulta sempre autosospeso dal Movimento e Romina Aiello che ha affiancato l’attuale sindaco fin dalla prima ora. “Vogliamo dare stabilità amministrativa a questa città e vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati – aggiunge la candidata –. La stabilità non significa fare cambi di assessori ogni tre mesi per accordare le varie anime all’interno del Consiglio comunale. Romina Aiello andrà a sfidare un’altra donna, Alessandra Iannì, leader del gruppo “Movimentiamo Baaria” per quella che potrebbe essere una contesa affascinante, se non altro perché Bagheria non ha mai avuto un sindaco donna. La candidata del Movimento 5 stelle con il suo gruppo intende portare a compimento tutto il programma di 5 anni fa. “Abbiamo avuto difficoltà legate al dissesto – aggiunge – ma ricordo che abbiamo recuperato tutti i bilanci programmatici che abbiamo approvato regolarmente. Il nostro obiettivo è adesso di portare a termine tutte le azioni intraprese ad iniziare dallo svincolo autostradale e alla realizzazione della scuola “Antonio Gramsci”. Con Romina Aiello sono 5 al momento i candidati a sindaco di Bagheria e cioè Gino Di Stefano sostenuto dalla Lega, “Diventerà bellissima”, Udc, “L’Aquilone, idee in volo per Bagheria e Aspra”, “Cristiani in azione per Bagheria”, “Bagheria in… comune”, “Il partito della famiglia”, Forza Italia e “Bagheria popolare”; Filippo Tripoli alla guida di “Si cambia”, “Movimento senza potere”, “Radici Future”, “Liberi e forti per Bagheria”, “Uniamo Bagheria”, “Bagheria avanti tutta” e “Mis”; Alessandra Iannì, al sostegno sono “Movimentiamo Baaria” e “+Europa Bagheria” e Benedetto Pecoraro, venditore ambulante e lavoratore tuttofare a capo della lista “Insieme si può fare”. Da ricordare che ha rinunciato alla candidatura il consigliere comunale del Partito democratico Emanuele Tornatore che era stato proposto dal gruppo “A partire da 100”. (Nella foto Pig, Romina Aiello)


 
 
 
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